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Akira Toriyama: intervista su Weekly Shonen Jump per il 50° anniversario della rivista

Il numero 31-2017 del settimanale Weekly Shonen Jump, distribuito questo passato 3 Luglio in Giappone, ha pubblicato un esclusivo contenuto che ha letteralmente scatenato il fandom di Dragon Ball e non: un’intervista al maestro Akira Toriyama! Il ricco Q&A viene pubblicato come parte della serie di progetti che la rivista ha indetto per celebrare il 50° anniversario del gruppo Jump. Dall’inizio dell’anno, infatti, Shonen Jump e affini hanno inaugurato una serie di eventi mirati a omaggiare l’importante traguardo, passando da mostre, veri e propri giochi, merchandise (elementi di cui vi parleremo a breve in un articolo dedicato!) e contenuti vari pubblicati nella stessa rivista. L’intervista del maestro Toriyama è infatti solo uno dei tanti Q&A del progetto “GO! 50! JUMP” che Shonen Jump ha pubblicato e pubblicherà nei prossimi numeri con protagonisti i più importanti autori che hanno raccontato le loro opere sul settimanale.

Lunga ben due pagine, l’intervista del maestro Akira Toriyama non svela nulla di inedito nei riguardi dell’ora in corso serie “Dragon Ball Super”, ma ci porta nel passato del maestro e ci permette di conoscere qualche elemento in più sul ruolo che ha coperto e copre come mangaka. I possessori di volumi guida come il Dragon Ball Forever riconosceranno alcuni degli aneddoti raccontati.

 

INTERVISTA AD AKIRA TORIYAMA

Weekly Shonen Jump #31 – 2017: Speciale 50° Anniversario

[GO! 50! JUMP – 5° Appuntamento]
Intervista Speciale alle Leggende del fumetto!
Maestro Akira Toriyama

 

SJ: A partire dalla scuola elementare, lei ha vissuto la sua vita lontano dai manga per più di dieci anni.

AT: Ho letto fumetti fino alle elementari circa, poi, quando ho iniziato ad appassionarmi ai film, ho progressivamente smesso di leggerli. Ho ripreso in seguito a farlo, ma solo come passatempo quando trascorrevo le mie giornate senza un soldo nei caffè, dopo essermi licenziato dall’azienda di design per cui lavoravo.

 

SJ: È in una di quelle occasioni che le capitò di notare l’annuncio di un concorso a premi rivolto agli autori esordienti pubblicato su una certa rivista per ragazzi. Il primo premio consisteva in 500.000 ¥ [circa 3.900 € al cambio attuale, ndt] e prima di allora non si era quasi mai cimentato nel disegno di un manga.

AT: Non pensavo ci volesse così tanto tempo per disegnarne uno. Infatti, all’epoca non feci in tempo a consegnare prima della scadenza. La pubblicazione del bando per quel concorso era semestrale e non potevo permettermi di aspettare tutto quel tempo. Perciò, pensai di iscrivermi al concorso per autori esordienti di Shonen Jump che si teneva ogni mese, nonostante il premio fosse solo 100.000 ¥ [circa 770 € al cambio attuale, ndt].

 

SJ: Purtroppo la prima volta, invece di essere scelto, il suo lavoro non ricevette nemmeno una menzione d’onore.

AT: Accidenti! E io che all’epoca avevo già deciso di prendermi alcuni giocattoli che volevo *ride* [il maestro è un grande appassionato di modellismo, specialmente di quelli componibili, ndt]

 

SJ: Eppure, sebbene non abbia vinto nessun premio, il suo lavoro arrivò sotto gli occhi di un certo redattore. Quella stessa persona che in seguito avrebbe fatto da modello per il Dr. Mashirito, uno dei personaggi che compaiono in Dr. Slump: il signor Torishima.

AT: Mi disse che era una storia noiosa, però il logo era bello e pulito. Penso che si riferisse anche a come disegnavo le onomatopee.

Dr.Slump è edito in Italia da Star Comics. Nell’immagine vediamo una parodia di Arale e dello stesso Dr. Mashirito, nato dalla base di Torishima.

SJ: Tuttavia, non furono quelle le principali ragioni che la fecero notare dal signor Torishima.

AT: Mmmh… Chissà, forse voleva tentare un’altra strada. Magari stava cercando un tipo di autore diverso da quelli che aveva visto fino a quel momento. Pare sia sempre stato negato con le tematiche “Amicizia, Impegno & Vittoria*” classiche dei manga per ragazzi, visto che gli piacevano i manga per ragazze. Si potrebbe definire l’ “enfant terrible” di Jump *ride*. Credo sia per questo motivo che mi ha sempre lasciato libero di agire, piuttosto che chiedermi di rientrare nei canoni di Jump. Se non fosse stato per il signor Torishima, forse non sarei arrivato dove sono ora. Seppur continuasse a cestinare le mie bozze, il suo atteggiamento severo mi spingeva ad impegnarmi sempre più. Sono una persona piuttosto testarda.
[*“Amicizia, Impegno, Vittoria” (友情・努力・勝利 Yūjo, Dōryoku, Shōri): la regola d’oro che deve avere ogni serie di successo pubblicata su Shonen Jump.]

 

SJ: Dopo la pubblicazione di “Tomato, ragazza detective”*, incentrata sulle vicende di una ragazza, il signor Torishima le disse nuovamente che sarebbe stato meglio avere una protagonista femminile, mettendo in primo piano la piccola robot e non il dottore, rispetto a come aveva inizialmente pianificato. Da qui, nacque il “Dr. Slump” che conosciamo.

AT: Inizialmente, già la sola idea non mi piaceva per niente, però poi mi sono reso conto che la serie non avrebbe funzionato se avessi fatto troppo di testa mia. Così ho iniziato a pensare che avrei dovuto osservare la mia stessa opera in terza persona e ogni tanto far accadere qualcosa di strano, magari intervenendo direttamente; il tutto per rendere i disegni più facili da capire. Ovviamente, ho sempre dato il massimo quando disegnavo *ride*.
[Tomato, ragazza detective (ギャル刑事トマト Gyaru Keiji Tomato): one-shot realizzata da Toriyama con il supporto dell’editor Torishima pubblicata il 15 agosto 1979 in un numero speciale di Shonen Jump. Racconta le vicende di una giovanissima detective di 18 anni.]

 

SJ: Dr. Slump divenne anche una serie animata che ottenne un’enorme popolarità. All’epoca la sua media di sonno era di circa un’ora ogni due giorni. Eppure, non ha mai mancato una scadenza.

AT: Questo perché la puntualità è un concetto che mi è stato inculcato quando facevo l’impiegato. Al pensiero del minimo ritardo, già immaginavo le facce provate di quelli dell’ufficio stampa o comunque di chiunque avrebbe dovuto lavorare dopo di me.

Tomato Ragazza Detective è edito in Italia da Star Comics come parte del Volume 2 della raccolta Akira Toriyama – Menu à la Carte.

SJ: Che cosa ne pensava degli autori che pubblicavano con lei all’epoca su Jump?

AT: Erano tutti più vecchi di me, e poiché ero l’unico che disegnava da casa propria [a Kiyosu in provincia di Nagoya, ndt] non ho quasi mai avuto occasione di incontrarli… Comunque, si percepiva un senso di forte amicizia e anche di rivalità. Tutto sommato era un bell’ambiente. Sia editori che fumettisti erano davvero appassionati. Non mi sono mai stufato di Jump, nemmeno per una volta. Non saprei se anche per gli altri sia così, ma penso sempre che Jump sia stato una benedizione per me.

 

SJ: Attualmente lei è uno dei giudici che presenziano nella giuria del premio culturale Osamu Tezuka* nella categoria degli autori esordienti. Che cosa ne pensa degli ultimi lavori ricevuti finora dagli iscritti?

AT: La qualità dei fumetti è decisamente migliore rispetto al passato, ma ho come l’impressione che in quanto a personalità lascino a desiderare. Seppur faccia il giudice leggo pochi manga, ma vorrei sottolineare l’importanza del non farsi influenzare da nessuno. Sarà che sono un brontolone, ma non mi piace molto seguire le opere che vanno di moda. Adesso cos’è che va per la maggiore…? Per esempio, mettersi a disegnare un’opera in cui i personaggi si trasformano solo perché è un tipo di storia molto in voga, a mio personale modo di vedere è… “troppo tardi”. Non si può competere con gli autori che hanno già trattato l’argomento. Penso sia necessario decidere da sé la direzione che si vuole intraprendere… Sebbene io stesso predichi bene ma razzoli male *ride*. Ormai con Internet è molto più facile venire globalmente influenzati. Ed è qui che sta la vera sfida: nello riuscire a trovare in qualche modo la propria personalità.
[*Premio culturale Osamu Tezuka (手塚治虫文化賞 Tezuka Osamu Bunkashō): evento annuale verto a onorare e premiare l’autore del miglior manga (serie intera o singolo volume) pubblicato.]

 

SJ: Si potrebbe pensare che trovare la propria personalità sia un’impresa estremamente importante quanto difficoltosa…

AT: Nessuno ha mai detto che sia facile, inoltre bisogna anche essere pronti ad accettarla. Prendete me, pure io sono un tipo strano *ride*.

 

SJ: Maestro Akira Toriyama, che cos’è per lei il settimanale Shonen Jump?

AT: È la rivsta che mi ha insegnato la mia vocazione.

Ci teniamo a precisare un piccolo approfondimento riguardo l’opinione del maestro sulle ultime opere pubblicate. A causa di alcune traduzioni inesatte, le parole del maestro sono state fraintese, causando un’immotivata serie di lamentele da parte dei lettori. La sua non è in alcun modo un’accusa verta a denigrare le opere prodotte in questi ultimi tempi, bensì un modo per dire ai nuovi autori di creare storie inedite e personali: dar vita a qualcosa di nuovo senza farsi influenzare da vecchie serie o senza seguire quella che è la “moda del momento”. Al giorno d’oggi, tra l’avvento di internet e le sempre più numerose storie create, è facilissimo finire per venir influenzati e il desiderio del successo spesso spinge autori promettenti a seguire la moda del momento poiché “il commerciale” è un campo col quale è più facile farsi notare. E’ qui che nasce la sfida: superare i luoghi comuni.
Il maestro Toriyama non ha che elogi verso i nuovi autori e, infatti, ci tiene a specificare fin da subito che la qualità generale è ben più alta rispetto al passato. Partendo da questo presupposto, le sue successive parole vogliono essere solo una spinta per invogliarli a creare qualcosa di mai visto che possa spiccare e dar loro il successo che meritano.

 

 

La traduzione dell’intervista è ad opera del nostro Editor Team. Vi chiediamo di non re-hostarla altrove e, in caso, di preferire la condivisone di questo nostro articolo. Se proprio sentite la necessità di re-hostare, vi chiediamo almeno di allegare delle fonti attive e ben visibili che riportino a questo nostro articolo. Grazie dell’attenzione e del supporto!

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